Mercoledi 14 Gennaio 2009

Chi è Gabriele Croppi?

Un fotografo che ama narrare le città attraverso reportages sociali: ma contro le ipocrisie di certo impegno sciale. Anche lui è uno dei fotografi della mostra “5 visioni d’artista” e questo è il suo profilo.

Gabriele Croppi nasce a Domodossola il 9 maggio 1974. Alla sua innata passione per la pittura si aggiunge, negli anni, quella per la fotografia. Si dedica per anni al reportage, lavorando nei Balcani, in Amazzonia, ed in altre realtà dell’area latinoamericana.
Parallelamente, dalla metà degli anni ’90, sviluppa una ricerca incentrata sul rapporto fra fotografi a ed altre arti: dalla pittura (“Guernica 2000”, 1999; “Omaggio a Sironi”; 2007), alla letteratura (le ricerche ispirate alla poesia di Borges e Pessoa, 1998-2004), sino al cinema (“Visioni”, 2006-2007).
Nel 2005 firma il suo primo lungometraggio, “L’innocenza della mano”, film-documentario dedicato all’artista Fausto Pagliano. Fra i suoi lavori più recenti la serie “Horror vacui” (2008), e una ricerca sul tema della “post-memoria” (2008), attraverso la rivisitazione dei luoghi della Shoah.
Attualmente, vive e lavora a Milano nel campo editoriale, dedicandosi anche all’insegnamento presso l’Istituto Italiano di Fotografia. Di lui hanno scritto Roberto Bertinotti, Fabio Castelli, Mariateresa Cerretelli, Denis Curti, Luigi Erba, Enrico Fovanna, Ettore Mo, Roberto Mutti, Giuseppe Possa, Pio Tarantini.

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