Mercoledi 17 Dicembre 2008

La fortezza frattale

L’analogia colpisce a prima vista: prendete la famosa stampa che mostra la Cittadella di Casale o il Castello. Esaminate il loro poderoso impianto difensivo di rivellini e bastioni e sovrapponetelo alla Curva di von Koch, uno dei più famosi esempi di figure frattali. Simili vero? Le punte dei contrafforti sembrano coincidere con gli angoli della figura. Ma pensandoci non è strano che le regole difensive dell’arte della guerra nel XVII abbiano generato, per necessità, una figura geometrica dove ogni dettaglio riproduce il totale. Un triangolo (o come nel caso del Castello un esagono, quindi una figura che scompone in sei triangoli) per essere difeso sui lati ha bisogno di nuovi contrafforti triangolari che impediscano il tiro diretto delle artiglierie contro le mura, ma i triangoli di difesa a loro volta hanno bisogno di altre strutture di protezione, anche queste un po’ più piccole, ovviamente, altrimenti saranno addossati alla costruzione. E così via… La Cittadella e il sistema di protezione del Forte di Casale usavano un principio analogo costruendo fortificazioni intermedie tra un saliente e l’altro.

La curva di von Kock è il primo frattale matematico descritto come tale nel 1904. E genii militari come Sébastien Le Prestre de Vauban che nel 1600 hanno disegnato con cannoni e ridotte centinaia di chilometri di figure simili? Sapevano che stavano facendo della geometria del futuro? No, ma nessun mistero, la natura usava i frattali già da diverse ere geologiche.

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